Il Racconto di Ottobre–Pagina 1

La mattina di giugno è fresca e rilassata. Fuori, tra le villette a schiera del quartiere, soffia una brezza ancora pungente, pur essendo finito da un po’ il tempo di giacche pesanti e piumini.
Alberto è già sveglio da una oretta. Sua moglie si sta svegliando in quel momento, insieme ai bambini che dormono nella cameretta con il letto a castello. Giada e Giovanni hanno il loro pigiamino di ordinanza in cotone leggero, che il papà ha comprato la stagione scorsa ad un prezzo irrisorio, in paese, quando stava facendo una svendita il negozio di intimo accanto alla gioielleria da cui si serve per orologi e riparazioni varie. Non si trattava di due pigiami qualsiasi, ma di quelli che i bambini volevano a tutti i costi e che il babbo aveva promesso di comprare “quando la luna avesse fatto due giri”. Perché sapeva che i negozi del centro dopo un certo lasso di tempo mettono le cose in saldo, con il fine di ripulire dalle rimanenze il magazzino e fornire sempre merce nuova alla clientela. Il saldo prenotato però era una cosa riservata solo a determinate persone. E con la moglie che fa il lavoro che fa, i negozianti hanno timore a trovarsi in tribunale o dalla polizia per una denuncia qualsiasi. Quindi agevolano Alberto negli acquisti, tenendogli per un lasso di tempo qualificato la merce che gli indica.
Quella mattina il sole aveva un colore diverso dal solito, notò Alberto. Francesca si stava facendo bella e i bambini giocavano con la mamma in bagno a farsi belli pure loro. Dopo un quarto d’ora i tre scesero dal babbo che aveva, come tutte le mattine, apparecchiato la colazione e, all’ultimo, messa la caffettiera fumante di caffè nero, accanto alla caffettiera gemella con il caffè d’orzo per il caffellatte dei bambini. Per distinguere, le caffettiere erano di colore diverso: nera quella per i genitori, grigia quella per i bambini.
Alberto, in quel momento, si disse di ricordarsi di comprare i gommini per le caffettiere, che avevano bisogno del ricambio essendo passato il sesto mese di cambio.
La colazione passò tranquilla nei venti minuti in cui giornalmente papà e mamma parlavano delle cose di famiglia e i bambini, abituati ad essere partecipi nel loro piccolo, intervenivano alzando la mano. Quasi sempre dicevano quelle che un grande potrebbe catalogare come sciocchezze, ma per i due genitori si trattava della crescita intellettiva dei loro figli. E quindi non ridevano quasi mai delle uscite dei bambini. Anzi, li incoraggiavano a ragionare e ad essere leggeri, visto che la serietà non si addice troppo a dei bambini piccoli: quella sarebbe stata più utile in là con l’età. E soprattutto, remori del loro genitori, volevano che i figli non facessero la loro stessa fine. Con un tavolino portafortuna e tutto il resto…
Finito di mangiare e bere, il babbo mette gli zaini in spalla ai bambini e saluta la moglie, che nel frattempo aveva raccolto le carte nel trolley dalla scrivania e dato l’ultima spolverata al tailleur di ordinanza color cenere. La donna prende…

photo © http://tuttopercasa.pianetadonna.it/

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