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Passarono due mesi in cui lei non faceva altro che andare dal ginecologo per sapere come comportarsi con la gravidanza. E Alberto proseguiva la sua ricerca di nuovo lavoro. Dopo l’ennesimo tentativo nella fabbrica di provincia dopo averle scartate tutte, Alberto rispolverò il fatto di fare lui le faccende di casa al posto della moglie, che oramai aveva sempre più difficoltà nel muoversi. Dapprincipio venne la suocera di Alberto, che lo apostrofò come scansafatiche e parassita. Al ché Alberto non ce la fece più e diede due sonore pedate alla suocera e la cacciò di casa dicendogli che uno scansafatiche non si sarebbe dato tanto da fare per cercare un nuovo lavoro. E che se si mette a fare il lavoro di sua moglie in casa non è di certo un parassita, che altrimenti avrebbe preso di buon grado l’aiuto della suocera facendo il minimo indispensabile.
Francesca non se la prese troppo per le pedate del marito. Anzi andò dalla madre e gli disse che siccome lei stava ingranando nel lavoro di avvocato, alla facciaccia di lei e della suocera, e forse anche dei rispettivi mariti, sarebbe stata cosa gradita, oltre che piena di rispetto, fare in modo di trasformare un disoccupato in un occupato casalingo. La mamma di lei voleva godersi un poco la nipotina e quindi poteva trasferirsi da loro per farlo. Ma guai a mancare di rispetto al marito dicendogli quelle cose, perché anche lui stava dando una mano al menage della famiglia e quindi andava preso in considerazione. Oltre a questo si era messo a fare il tuttofare per i vicini, portando a casa un briciolo di soldi: si poteva dare dello scansafatiche ad un genero simile?

* * *

Francesca si siede per terra. E mentre si siede invecchia molto rapidamente. I vestiti si trasformano nel tailleur grigio di quella mattina e indica a Albero di sedersi davanti a lei.
“Voglio fare un viaggio insieme a te” dice Francesca ad Alberto. Lui la guarda con fare tranquillo e continuativo.
Lei indica due zaini da girovago spuntati fuori dal nulla. Erano completi di tutto, acqua compresa. Lui li guarda e vede scritto il nome di lei su uno e il suo sull’altro.
Lui rimane con lo sguardo fisso prima sugli zaini poi su di lei e alla fine dello sguardo gli chiede:
“Dove?”
“Dove abbiamo sempre voluto andare…”

* * *

Le serate di Alberto e Francesca, con in bambino in arrivo, anzi la bambina vista l’ecografia fatta e che aveva completamente deluso i genitori dei due, si

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