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gatti_cervello
Prima che i guardiani chiudessero le porte, un gatto si avvicina ad Alberto. E’ un gatto europeo con le striature bianche su manto rosso. E molto stranamente gli parla.
“Ciao”
Alberto si guarda intorno e cerca di capire chi sia che gli parla. Ma c’è solo il gatto e non può credere fino in fondo, anche se a quel livello poteva credere a qualsiasi cosa viste le avventure avute nel giorni passati, che sia lui a parlare.
“Sono qui sotto…” riprende il gatto a parlare.
Alberto lo guarda e spiccica parola con lui.
“Con chi ho il piacere di parlare?”
“Sono uno spirito guida. Gianni e tua moglie mi hanno inviato a farti compagnia fino alla fine dei tuoi giorni…”
Alberto sta zitto alla frase dell’animale.
“Non dici nulla?” disse il gatto
“No, nulla”.
“Ce l’hai un posto dove andare?”
“No. Ho solo lo zaino lasciato accanto alla porta che ho aperto…”
“Vai a prenderlo e poi vediamoci fuori dai cancelli, altrimenti ci chiudono fuori!”
Alberto rispose di si ma quel fatto del gatto lo rendeva sospettoso. In fondo si trattava di un animale randagio che non ha fissa dimora. E lui non voleva fare la stessa fine come i barboni di strada.
Trovò lo zaino accanto alla porta che conduce alla montagna. E gli venne la voglia di ritornare su quei monti. Ma la porta non funzionava più: al posto delle montagne c’era l’entrata delle cucine di un ristorante cinese.
Non sapendo da che parte sbattere la testa, solo e senza qualcuno di cui occuparsi e di conseguenza essere l’occupazione di quel qualcuno, ritornò al cancello del parco e li trovò il gatto che stava facendo toeletta.
Non considerò Alberto fino a che non ebbe finito di pulirsi con la sua lingua.
Quando lo vide con lo zaino in mano, gli disse di seguirlo. Attraversarono tutta la città diametralmente, fino ad arrivare ad una zona commerciale dove viveva un barbone contornato da gatti.
Alberto si presentò all’uomo, un soggetto sulla quarantina con la barba lunga e incolta, e lui lo guardò come si guarda un nemico.
“Cosa vuoi da me?”
Alberto non ha idea di cosa stia succedendo.
“Io ho seguito il gatto fino a dove abita lei. Se vuole me ne vado…”
Il barbone se ne sta zitto fino a che non ordina ad Alberto di sedersi. Dopo seduto i due si guardarono per alcuni minuti fino a che il barbone disse: “Non mi riconosci? Sono Aldo!”

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